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Il desiderio umano per la sessualità atipica (la paura di essere fuori controllo)

Accettare le differenze imparando a riconoscere l’altro diverso da sé può solo che essere un buon inizio

Quanto è difficile educare l’essere umano al cambiamento; se a essere modificato è uno stereotipo che appartiene all’erotismo e alla sessualità l’impresa è quanto mai complessa.

Negli ultimi anni si è cercato di supportare le giuste informazioni riguardanti la sessualità e come educatori e scienziati abbiamo permesso agli individui di accedere al sapere sessuologico. Immaginavamo che le informazioni trasmesse avrebbero potuto semplicemente essere di supporto, un ausilio a cambiare il proprio punto di vista, abbattendo le false credenze e l’ignoranza. Un nuovo punto di partenza dal quale osservare quei comportamenti sessuali che da sempre, nei secoli hanno portato gioie e dolori. Purtroppo i dolori sembrano essere sempre più imponenti e utili all’essere umano, che in tema di sessualità deve “controllare”, quasi come per evitare le giuste informazioni. Un esempio è la più grande bufala di tutti i tempi e che ancora oggi continua ad echeggiare indisturbata tra le menti ignoranti del popolo: la teoria del gender! Interessante considerando che non esiste alcuna teoria di omosessualizzazione della specie umana, ma semplicemente un’educazione al rispetto di se stessi e dell’altro diverso da sé. Rispetto che se andiamo a vedere forse oggi più che mai sarebbe utile rinforzare proprio all’interno della seconda istituzione più importante in campo educativo: la scuola. La prima, chiaramente per una serie di motivi è spesso non pervenuta!!

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Nel 2013 uno dei manuali internazionali più importanti, il punto di riferimento per gli addetti ai lavori e non solo, il DSM 5 ha confermato dei cambiamenti essenziali in tema di sessualità atipica. Al riguardo mi è sembrato giusto definire la tipicità e l’atipicità del comportamento sessuale all’interno di un continuum, che permette di comprendere al meglio le diverse sfumature di certi comportamenti erotico-sessuali. Nel mio manuale Parafilie e Devianza (2015) ho descritto ampiamente i passaggi del continuum in modo da fare chiarezza in materia di funzionalità e disfunzionalità del piacere sessuale, ma purtroppo ancora oggi è più logico gridare allo scandalo, demonizzando ciò che di naturale esiste nei nostri pensieri e spesso anche nei nostri comportamenti. Ecco che praticare BDSM, vivere esperienze giocose come per gli Adult Baby, masturbarsi con l’ausilio della pornografia o dei sex toys, dichiarare un proprio orientamento sessuale/asessuale, sperimentare la libertà di essere semplicemente una persona diversa dalle altre sono tutti esperimenti molto pericolosi per il genere umano!

Una ricerca presentata da due colleghi canadesi e apparsa quest’anno sul Journa of Sex Research rivela che, nonostante gli stereotipi e le difficoltà ad abbattere sciocchi cliché sulla sessualità, donne e uomini, pur differendo statisticamente sono attratti e possono attivare comportamenti sessualmente atipici. Finalmente un dato importante. Non solo l’essere umano immagina, desidera, fantastica una sessualità meno tradizionale, ma non sono solo e sempre gli stessi uomini a vivere un certo tipo di sessualità!

Nello specifico sembra che gli uomini hanno maggiori desideri e comportamenti agiti in materia di voyeurismo e frotteurismo, mentre le donne per il masochistico. Questo dato che riconferma alcuni vecchi comportamenti sessuali atipici dove l’atteggiamento attivo del comportamento parafilico sembra essere maggiormente percepito nel genere maschile rispetto a quello passivo del genere femminile, in questa ricerca sembra emergere anche qualcosa di più sottile: le donne ad esempio hanno riportato un forte desiderio per fantasie erotiche di tipo feticistico e un interesse per comportamenti erotici di tipo esibizionista. Un dato interessante se vogliamo rapportarlo alle nuove generazioni e soprattutto all’utilizzo che gli individui oggi fanno della new technology.

Educare, trasmettendo quindi le informazioni in modo chiaro e rispettoso può apparire complesso, ma non impossibile.

Forse non siamo ancora pronti a passaggi così rilevanti in tema di sesso ed erotismo, forse l’essere umano ha bisogno di trincerarsi ancora dietro alla menzogna, all’informazione ipocrita, cercando protezione in quel controllo delle masse che non solo non vede luce futura, spersonalizza e strumentalizza chiunque, alimentando l’ignoranza.

Molto probabilmente i cambiamenti hanno bisogno di conferme, e soprattutto di un elemento chiave: l’intelligenza . Accettare le differenze imparando a riconoscere l’altro diverso da sé può solo che essere un buon inizio!

Fonti:

Quattrini F. (2015) Parafilie e Devianza. Psicologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale Atipico, Firenze Giunti Editore

Joyal C.C. & Carpentier J. (2017) The Prevalence of Paraphilic Interests and Behaviors in the General Population: A Provincial Survey, Journal of Sex Research, 54:2, 161-171

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4 commenti su “Il desiderio umano per la sessualità atipica (la paura di essere fuori controllo)

  1. Dopo il film “50 sfumature di grigio” molte persone hanno iniziato ad informarsi sul BDSM e gli ” addetti ai lavori nei vari siti appositi si sono spesso lamentati di aver ridicolizzato una disciplina così profonda. Io invece ho sempre sottolineato che finalmente si parla di pratiche più al limite ma ormai largamente distribuite che fino a ieri erano veri e propri tabù chiusi in dugeron e mai usciti. Forse è il caso che tale cambiamento e apertura mentale permetta il confronto, tale da iniziare ad educare alla sessualità in modo più consapevole e non solo in termini negativi.
    Simona Saggiomo – Psicologa

  2. Grazie Simona Saggiomo per il tuo commento.

    Chiaramente, il film che hai citato come ho avuto modo di scrivere nell’introduzione del libro “I Love BDSM” dell’amico scrittore Ayzad “…mette in scena situazioni di stalking, di manipolazione affettiva, di conflitti sessuali, di immaturità relazionale…e di giochi erotici vissuti in modo irresponsabile e pericoloso” tralasciando cosa sia realmente il BDSM. Questo purtroppo nella società in cui viviamo è un rischio, e trascina gli individui nella disinformazione. Sono quindi d’accordo sul fatto che bisogna parlare di sessualità atipica e quindi di BDSM utilizzando differenti mezzi della comunicazione di massa, ma stiamo comunque attenti ad indirizzare al meglio e in modo funzionale i contenuti comunicati. Al riguardo per chi fosse curioso e non avesse avuto ancora l’occasione di entrare in contatto con il “meraviglioso” mondo di Ayzad suggerisco di leggere i suoi libri, così da curiosare, comprendere e vivere felicemente i propri comportamenti parafilci senza alcuna difficoltà e pregiudizio.

  3. Ciao Fabrizio,
    ho la sensazione che l’aumento di informazioni oggi disponibili sulle sessualità atipiche abbia solo apparentemente lavorato verso un reale processo di accettazione della diversità. Sicuramente ha aiutato molte persone a vivere in maniera più libera, consapevole e priva di giudizio spinte ed interessi sessuali. Per quanto riguarda invece un discorso più ampio relativo al rispetto delle scelte e delle preferenze altrui mi sembra che la maggiore facilità di accesso ad ambienti, pratiche e informazioni connesse alle sessualità atipiche abbia semplicemente aumentato i margini della zona di confort in cui le persone si muovono nel permettersi di sperimentare la propria sessualità senza essere accompagnato, in molti casi, da un percorso personale e culturale di maggior consapevolezza e accettazione relativamente alla vastità e alla poliedricità di espressione della sessualità e del mondo interno proprio e soprattutto degli altri. Le pratiche sono solo un’espressione di questi processi, il viaggio che si fa nella propria sessualità e nelle proprie fantasie è strettamente personale anche nelle sue forme più estreme e parla sempre e comunque della vissuto emotivo e soggettivo dell’esperienza personale. Ecco… questo è ciò che io trovo più interessante nel mio lavoro :))) Grazie per la riflessione e spero di non essere stata troppo criptica, mi farà piacere parlarne con te se ci sarà occasione :)))

    • Grazie Tiziana per il tuo contributo.
      Concordo con te sul fatto che il percorso personale, che ogni individuo decide di intraprendere dal punto di vista psicologico/psicoterapico è fonte di crescita personale. Nelle sessualità atipiche questo aspetto può rappresentare un importante cambiamento intrapsichico, dove gli individui riescono ad affrontare i propri vissuti emotivi evolutivi. Certamente, come ho ampiamente riportato anche nel mio libro “Parafilie e Devianza. Psicologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale Atipico” è molto importante riconoscere quanto l’accettazione della diversità dal punto di vista sociale, ma ancor prima la possibile depatologizzazione attuata in parte dalla comunità scientifica sia un elemento fondamentale per quanti vogliano vivere liberamente la propria espressione erotico-sessuale. A mio avviso, non esiste una sessualità, ma “la” sessualità, l’esperienza di un vissuto personale che non può essere relegato in semplici categorie, limiti e imposizioni. La libertà di essere se stessi è quanto dovrebbe essere educato a partire dalle famiglie, proseguendo nelle più complesse istituzioni che si incontrano durante il percorso di vita. Ti abbraccio 🙂

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